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Pignoramento per recuperare un credito: come, quando e perché

Se dopo aver sollecitato e risollecitato, il saldo del debito non arriva si può ricorrere al pignoramento dei beni o di una parte dello stipendio. È l’ultima tappa alla quale si arriva se non si riesce a recuperare in altro modo i soldi a cui si ha diritto, nei confronti di un debitore che non può o non vuole pagare. Quando nonostante i solleciti non si riesce ad ottenere nulla, il creditore cerca di riavere i soldi che gli spettano rifacendosi su beni mobili o immobili, sull’auto, sullo stipendio o la pensione del debitore. Con qualche accortezza però, perché non tutto è pignorabile.

pignoramento

Ecco come procedere al recupero crediti tramite pignoramento: mini-guida

L’ufficiale giudiziario che procede al pignoramento non può per leggere lasciare “in mutande” il debitore: non si tratta di un banale modo di dire ma letteralmente per legge la biancheria e i vestiti non sono pignorabili. Questo vale anche per la biancheria di casa, come lenzuola, tovaglie, coperte e via di seguito. Ma anche il frigorifero, le pentole, la lavatrice, gli utensili da cucina, la stufa, la spesa alimentare che in quel momento si trova in casa, i libri e tutto ciò che il debitore usa per lavorare. Quindi vietato toccare tutto ciò che serve per la sussistenza oppure che ha un valore affettivo come la fede nuziale.

Ma come si procede ad un pignoramento? Innanzitutto bisogna disporre di un titolo esecutivo quindi una sentenza definitiva oppure un decreto ingiuntivo. Il primo passo è quello di intimare per iscritto al debitore tramite un avvocato di pagare le somme dovute entro un determinato termine (in genere 7 o 15 giorni). Trascorso il termine se il debitore continua a non pagare allora si fa un atto di precetto:  si tratta di atto formale con cui il creditore intima al debitore di adempiere all’obbligo del titolo esecutivo, altrimenti trascorsi 10 giorni ci sarà l’esecuzione forzata. Il pignoramento a partire da questa data deve avvenire entro 3 mesi, altrimenti si ricomincia tutto daccapo (e ovviamente tutto ciò ha un costo anche per il creditore).

Se il pignoramento riguarda beni mobili, i tempi sono più celeri e le modalità più semplici: tutto dipende però da cosa si trova in casa e da quanto se ne potrà ricavare vendendolo. Per i beni immobili la questione è più complicata: se si giunge a pignorare la casa chiaramente ci sarà anche una trascrizione nei registri immobiliari e il debitore a questo punto non potrà né affittare né vendere l’immobile.

C’è poi una terza fonte di pignoramento che va a prelevare il debito direttamente dallo stipendio, dalla pensione o dal conto corrente del debitore. In questo caso però la legge prevede dei limiti che è bene valutare caso per caso.

Il debitore può evitare il pignoramento? L’unico modo è quello di versare nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma dovuta (più le spese). Un’altra possibilità è quella di chiedere al giudice la conversione del debito prima che venga disposta l’ordinanza di pignoramento. Inoltre si può chiedere la rateizzazione della somma dovuta più le spese fino ad un massimo di 36 rate.

In fase preliminare si può procedere anche ad una serie di indagini in autonomia e riservatezza attraverso le visure online in grado di fornire informazioni sulla situazione patrimoniale del singolo individuo come ad esempio una visura catastale , una visura protesti o un report persona.

By | 2017-02-10T18:16:29+00:00 aprile 18th, 2016|Guide|0 Comments

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