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Tentativi di conciliazione: ecco come e quando evitare il tribunale

Controversie, liti e dispute di ogni genere: chi non vorrebbe evitarle? I tentativi di conciliazione possono rappresentare una valida soluzione, almeno in alcuni casi, per raggiungere rapidamente un accordo, evitando tribunale, costi di avvocati e soprattutto i tempi biblici di un processo. Ecco allora alcune utili informazioni per sapere quando è possibile ricorrere alla conciliazione.

Tempi brevi e meno spese da sostenere: i tentativi di conciliazione sono la soluzione

Uno dei campi in cui si può ricorrere alla conciliazione è quello dei servizi pubblici come elettricità, gas, acqua e poste. In genere dopo il primo reclamo puoi tentare di trovare una soluzione in modo bonario, rivolgendoti ad una commissione che prevede la presenza sia di un rappresentante dell’associazione dei consumatori che uno dell’impresa (procedura paritetica). È la commissione a prendere una decisione: se quindi i due litiganti accettano al questione è risolta. Altrimenti potrai comunque rivolgerti al giudice.

Invece che ricorrere alla procedura paritetica puoi chiedere il tentativo di conciliazione: quest’ultimo è differente perché la risoluzione del problema viene affidata ad una terza parte neutrale rispetto alle due parti. Ad esempio per quanto concerne le telecomunicazioni e la televisione bisogna rivolgersi al Corecom. Per l’energia elettrica, il gas, il sistema idrico si può ricorrere all’Aeegsi (ma in questo caso il tentativo di conciliazione prevede la sola procedura online). Infine per gli investimenti dovrai ricorrere al Consob. Ci sono poi altri enti riconosciuti dal Ministero della Giustizia, che possono svolgere i tentativi di conciliazione: si trovano nelle Camere di Commercio o presso gli ordini degli avvocati e altri professionisti. In questi casi però il servizio è a pagamento: si tratta di qualche centinaia di euro, fino ad un massimo di 500 che poi, nel caso in cui la vicenda vada a buon fine, costituiranno credito d’imposta e andranno indicate nella dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda i danni derivanti dalla circolazione stradale o natanti è obbligatoria la negoziazione assistita (con avvocato) se i danni non superano i 50mila euro. Sono escluse invece da tale obbligo le controversie con valore inferiore a 1.100 euro e quelle che riguardano i rapporti tra consumatori e professionisti (per esempio mobiliere, venditore di elettrodomestici e via di seguito).

I tentativi di conciliazione sono obbligatori per legge (e con assistenza di un avvocato) per risolvere le controversie legate ad alcune materie. Nello specifico se la tua lite riguarda:

  • il condominio
  • i diritti reali come la proprietà di immobili e l’usufrutto
  • le divisioni e successioni ereditarie
  • locazione e comodato di immobili
  • affitto di aziende (può esserti utile un report aziende)
  • responsabilità medico-sanitaria
  • diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo pubblicitario
  • assicurazioni che non siano la rc auto
  • banche e finanza
  • servizi telefonici e televisivi.

Un modo alternativo ed efficace di risolvere le questioni senza dover ricorrere al martelletto del giudice.

By | 2017-02-10T18:31:47+00:00 marzo 17th, 2016|Guide|0 Comments

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