Home/Guide/Infedeltà coniugale: ecco le prove per smascherare chi tradisce

Infedeltà coniugale: ecco le prove per smascherare chi tradisce

La scoperta di un tradimento all’interno di un matrimonio rappresenta di certo un momento poco felice della propria vita. Ma dimostrare l’infedeltà coniugale diventa importante per stabilire le modalità della separazione con addebito ed ottenere eventualmente l’assegno di mantenimento.

infedelta-coniugale

Come dimostrare l’infedeltà coniugale e quali documenti procurarsi

Il principio a cui attenersi è quello dell’ormai nota “tipicità delle prove”, vale a dire che verranno ammesse solo quelle prove previste dalla legge per inchiodare il coniuge traditore.
Nella fattispecie di parla di prove documentali e sono costituite solo da scritture private oppure atti pubblici come quelli notarili.

Va da sé che non saranno ammesse le cosiddette riproduzioni meccaniche come ad esempio: fotografie, stampe di chat, sms, whatsapp oppure e-mail. La regola vale sempre a meno che queste ultime non vengano accettate dal coniuge sotto accusa.

In ogni caso si tratta di prove che risultano utili a livello personale per confermare dei sospetti e prendere coscienza della reale situazione del proprio matrimonio. Anche richiedere un report persona per controllare la situazione economico-finanziaria e patrimoniale del partner può mettere in luce movimenti bancari, acquisti insospettati e altro genere di azioni a favore di terzi e aiutare senza dubbio a capire quale direzione prendere nella propria vita.

L’altra prova a cui affidarsi può essere quella dei testimoni. In questo caso qualcuno che abbia assistito allo scatto della fotografia e che possa confermare la presenza del sospettato con l’amante. Attenzione: il teste può riferire solo di cose viste personalmente, non può ad esempio dichiarare di aver ricevuto la confessione di tradimento direttamente dall’accusato (o perlomeno questo non avrà valore legale).

Il detective che viene incaricato delle indagini dovrà produrre un report con tutte le informazioni ottenute. Il rapporto del detective non ha valore probatorio in tribunale ma l’ostacolo si aggira chiamandolo a depositare come testimone che ha assistito personalmente ai fatti.

Anche gli sms, le email e ogni altro tipo di messaggio sul telefonino non costituiscono una prova se ad esempio vengono stampate su un supporto cartaceo ed esibite davanti al giudice.
Assumono validità di prova secondo quanto stabilito dalla legge se invece ci si avvale dell’aiuto di un testimone: se ad esempio hai il telefonino del tuo partner e leggi tutti i messaggi scambiati con la sua amante, assicurati che ci sia qualcuno a leggerli con te (una sorella, un fratello, un’amica). Questo sarà sufficiente a farlo diventare un testimone attendibile per le deposizioni in tribunale.

Ci sarebbe poi un’altra prova con valore assolutamente legale da poter produrre: l’interrogatorio con confessione da parte del coniuge traditore, direttamente al cospetto del giudice. Ma questa è una circostanza che non si verifica praticamente mai, se non altro per i risvolti a livello legale ed economico che l’addebito in separazione comporta e che sarebbe certo dopo una confessione volontaria.

Infine attenzione alla privacy. Se si effettuano violazioni come l’accesso illegittimo ai dati del coniuge si rischiano alcune conseguenze pesanti (a volte anche penali). Pensiamo ad esempio al marito che riesce ad accedere agli account di posta elettronica della moglie e in questo modo si procura tutti i testi delle email scambiate con l’amante. Alcuni giudici le rifiutano a priori.

Secondo altri invece queste prove, anche se ottenute in modo illegale, possono comunque essere esibite durante il processo, pur nella consapevolezza delle conseguenze a livello personale che ne derivano per chi le produce nel tentativo di dimostrare l’infedeltà coniugale, eventualmente anche a livello penale.

 

By | 2017-02-10T18:28:56+00:00 marzo 25th, 2016|Guide|0 Comments

Scrivi un commento